La
cooperativa l'Ulivo nasce nel 1986 grazie al lavoro di un gruppo di
obiettori di coscienza e di volontari. Le finalità che la
cooperativa si prefigge sono la mutualità, la
solidarietà e una giusta distribuzione del guadagno
attraverso una politica del lavoro non strutturata sullo sfruttamento.
Nel
passato il campo prevalente d'intervento è stato il disagio
del mondo giovanile: gruppi residenziali e semiresidenziali per minori,
centri socio-educativi, interventi individuali e su gruppi informali.
Oggi l'obiettivo della cooperativa è soprattutto quello di
aprire orizzonti lavorativi nuovi per chi si trova in
difficoltà. Attualmente lavorano in cooperativa detenuti che
godono delle misure alternative al carcere o che dispongono di borse
lavoro.
Gli
ambiti di lavoro individuati dalla cooperativa l'Ulivo sono il servizio
di raccolta degli esausti di stampa elettronica e delle macchine
elettriche ed elettroniche.
RAEE (raccolta
materiale elettrico ed elettronico)
Da circa
quattro anni la Cooperativa si occupa della raccolta differenziata dei
rifiuti derivanti dai sistemi di stampa elettronica (toner).
Sulla base
dell'esperienza di lavoro si è anche constatato che le
aziende e gli enti hanno l'esigenza di smaltire, con
regolarità, una serie di componenti per l'ufficio come
computer, stampanti, vecchi telefoni, ecc.
Questa
esigenza porta necessariamente alla distruzione di oggetti o attraverso
la termovalorizzazione (che richiede l'utilizzo di residui inquinanti
non esenti da effetti nocivi), o attraverso il recupero di materiali
vari (ferro, plastica, materiali preziosi).
L'alto
costo dello smaltimento di questi materiali favorisce però
l'abbandono vicino al cassonetto dei rifiuti urbani producendo
inquinamento e sporcizia. Da questo la cooperativa l'Ulivo è
partita per creare una nuova consapevolezza del valore residuo di
questi materiali, e per fare conoscere i servizi che si possono
occupare dello smaltimento di questo genere di rifiuti a costi ridotti.
In Italia
esistono infatti aziende in grado di rigenerare tali macchine,
riconoscendogli un valore residuo, immettendole nel circuito dell'usato
garantito e solo in ultima analisi di disassemblarle per il recupero
delle materie prime cosidette "secondarie": in questa direzione si
colloca l'impegno per la raccolta della cooperativa l'Ulivo.
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